Talvolta si apprende meglio con un sì!

Spesso ci troviamo in situazioni dove noi genitori ci sentiamo rassicurati dalla parola “NO”, quindi per paura, pigrizia, stanchezza ci ritroviamo a ripeterli ai nostri bambini con una certa frequenza.

Attenzione, non sto dicendo che dire “NO” sia sbagliato, sto dicendo che dire troppi “NO” e non pensati è sbagliato e può portare conseguenze sulla costruzione dell’autostima del nostro bambino in futuro.

“No” detti per paura :

  • No, non salire su quel mobile!

  • No, non toccare!

  • No, non salire in piedi sul divano!

“No” detti per pigrizia

  • No, non tirare fuori tutto!

  • No, non mettere tutto in disordine!

  • No, non adesso!

“No” detti per stanchezza

  • No, adesso basta sono stanco!

  • No, non continuare a battere che fai rumore

  • No, ora cambiamo gioco!

Questi sono solo alcuni esempi ma vederli scritti ci fa capire quante volte diciamo “No” al nostro bambino, forse è una delle parole più dette dai 9 mesi in su, e non a caso è una delle prime parole che il bambino impara a dire.

Quando un bambino è concentrato nel fare una cosa, che sia arrampicarsi sul divano oppure ripetere in loop lo stesso gesto/gioco per un ora di fila ( es. riempire e svuotare , mettere le cose in fila ecc..) sarebbe bene non bloccarlo perché si frena un impulso.

Se noi lo blocchiamo o lo distraiamo per proporgli qualcosa che secondo noi è più divertente, meno rumorosa, meno “pericolosa” gli stiamo togliendo la possibilità di affermare il proprio pensiero.

Ciò che il bambino sperimenta a quest’età è ciò che gli servirà in futuro quando sarà adulto. Il bambino ha bisogno di fare esperienza e di ripeterla tante volte per interiorizzarla e verificarla nella realtà oltre che nella sua fantasia.

La cosa migliore da fare quindi è cercare di creare un ambiente sicuro intorno a lui e dove potrebbe essere in pericolo accompagnarlo nel movimento fino a quando non impara da sé ( es. salire e scendere dal divano). In situazioni dove il NO è necessario per tutelargli la salute invece va detto in modo determinato ma senza spaventarlo, perché il nostro intento non è che si intimorisca di noi ma che trovi quella cosa pericolosa e da non fare, quindi il “NO” detto in questo caso dovrà essere accompagnato da un supporto emotivo.

Essere genitori è un “lavoro” a tempo pieno e a volte anche io mi rendo conto che sto dicendo un “NO” più per un mio bisogno che per il suo, siamo umani e può succedere ma dovremmo, per il bene dei nostri piccoli e per garantirgli una personalità sicura e con giusta autostima, impegnarci a dire dei “NO” più pensati, in questo modo quelli dati assumeranno maggior valore e aiuteremo il nostro piccolo ad aver fiducia nelle sue idee!